In questo articolo parlerò di solitudine. Ma non in senso generale. Parlerò di una particolare forma di solitudine che può interessare chi inizia a lavorare da solo/a. Entrando più nello specifico, parlerò di come superare la solitudine del freelance.

Mettersi in proprio, anche solo aprendo la partita IVA, è una decisione che può discendere da un desiderio di vecchia data, dalla consapevolezza di possedere una spiccata predisposizione in tal senso,  oppure da una razionale valutazione delle reali opportunità di lavoro disponibili sul mercato.

Qualunque sia l’origine della scelta, chi decide di avviare una professione autonoma, lo fa perché pensa di poter migliorare la propria condizione personale e professionale, non necessariamente o non solo dal punto di vista economico.

Differenza tra obiettivi e conseguenze

Il cambiamento ha sempre diverse facce. Quando si parla di cambiamento subìto si tende ad evocarne una immagine negativa. Al contrario, quando il cambiamento è voluto, diventa naturale spostare l’attenzione sui suoi aspetti positivi. Il che è piuttosto ovvio: se metto volutamente in pratica un determinato cambiamento è perché intendo raggiungere un risultato migliore, positivo. Sarà proprio su questa finalità potenziale che mi concentrerò per mettere in moto il processo.

Ma perseguire l’obiettivo è un conto, affrontarne le conseguenze è altra cosa, giusto?

Quindi, persino quando il cambiamento è stato desiderato, bramato e infine conseguito, dobbiamo essere pronti ad accettare e gestire anche gli aspetti meno piacevoli del risultato ottenuto.

Se stai già lavorando come free lance ne sarai consapevole: a fronte dei molti aspetti positivi di questa tua scelta, avrai probabilmente sperimentato che il rovescio della medaglia della libertà è una sensazione di solitudine.

Ok, apro la partita IVA e …

… dopo l’euforia del primo passo, ti trovi ad affrontare la quotidianità.
Che, nel concreto, può metterti di fronte a rischi reali come quello di non riuscire più a imporre dei limiti temporali al tuo lavoro; oppure di non concederti uno spazio per la creatività/progettualità rivolte al tuo business; o ancora, di non possedere tutti gli strumenti di cui avresti bisogno per sviluppare la tua attività. Inoltre, se, come spesso capita, lavori da casa, ti potrebbe capitare di trascurare la tua persona e di trascorrere giornate intere in tuta o, peggio ancora, in pigiama davanti al PC.

Ma la conseguenza più diffusa è quella di sentire che a poco a poco ti mancano dei riferimenti, dei contatti quotidiani. In sostanza, si inizia a percepire una certa forma di solitudine.

In cosa consiste la solitudine del freelance

Quando si parla di solitudine, sono sempre pronta a puntualizzare che io amo stare da sola. Questo non significa che mi piaccia sentirmi sola.

Certo è, infatti, che, pur amando stare sola con me stessa, anch’io ho subìto una condizione di solitudine particolare, quella che si prova almeno inizialmente quando si vestono i panni di freelance o di liberi professionisti.
Lavorare senza l’appoggio di una organizzazione o di un team può far provare un senso di smarrimento. Anche quando parti con entusiasmo e hai le idee chiare, a lungo andare puoi trovarti in una delle seguenti situazioni:

  • perdere di vista gli obiettivi o le strategie per raggiungerli
  • patire fortemente la mancanza di un confronto professionale
  • rendersi conto di non tenere il passo con l’aggiornamento
  • avere la sensazione di non possedere informazioni sufficienti
  • sentirsi “piccoli” di fronte al mercato
  • nei momenti di sconforto o di dubbio, sentirsi incompresi

Se non hai ancora fatto il passo, non spaventarti. Questo elenco di conseguenze meno piacevoli del lavorare come freelance non vuole smorzare il tuo entusiasmo. Per ogni problema o conseguenza di questo passaggio, esistono strategie o correttivi che possono essere messi in atto.

Adesso, però, concentriamoci su ciò che si può fare di fronte alla sensazione di smarrimento e di solitudine.

Superare la solitudine del freelance in 5 mosse

Per evitare le sensazioni sopra descritte, ti suggerisco quanto segue:

  1. prevedi nella tua agenda settimanale almeno un incontro periodico con persone che sanno darti degli stimoli. A volte anche persone del tutto estranee alla tua professione sanno fornirti uno spunto, una visione particolarmente brillante, o semplicemente una spinta motivazionale.
  2. Evita di chiuderti nel tuo ufficio o in casa per giornate intere; esci ogni tanto e almeno un paio di volte alla settimana vai a fare una bella passeggiata. Ti aiuterà a ossigenare cervello e resto del corpo, aprire la mente, migliorare l’umore. Tutto questo non potrà che fare bene al tuo lavoro, credimi.
  3. Cerca sul tuo territorio le iniziative volte a fare rete. Lo so, può sembrare un’espressione di moda, perché è ormai più di un decennio che se ne parla in ogni ambito. In quello sociale, per sostenere iniziative e creare forme di sostegno; in quello della progettazione, perché è l’unico modo per accedere ai finanziamenti; in quello produttivo e imprenditoriale in genere, per riuscire a costruire filiere competitive. E per l’area dei freelance? Anche in questo ambito fare rete aiuta davvero tanto. Fare networking è ormai la base di qualsiasi lavoro autonomo, a maggior ragioni se lavori da solo/a.
  4. Iscriviti ad associazioni di categoria (ad esempio questa) e partecipa alle riunioni o agli eventi proposti. Fatti coinvolgere!
  5. Non fermarti mai con il tuo percorso di formazione! La conoscenza e lo sviluppo di nuove competenze sono e saranno sempre il carburante del tuo lavoro, ma il senso di frequentare corsi di formazione non sta solo in quello che ti porti a casa in termini di contenuti… Le risorse più preziose deriveranno dai contatti che avrai acquisito, dalle nuove idee che scaturiranno, dalle tante opportunità di sviluppare nuovi progetti che potranno aprirsi grazie a questo nuovo contesto.

Concludendo

In definitiva, se la solitudine del freelance è un argomento che ti riguarda, inizia ora a pianificare la messa in opera delle 5 strategie che hai appena letto.
E dopo aver pianificato, agisci!
Se, invece, vuoi lavorarci su un po’ di più, contattami.