Quando il progetto che desideri portare a termine è importante, difficilmente la formulazione dell’idea e la sua realizzazione avvengono in tempi ravvicinati. A maggior ragione se ciò che vorresti modificare radicalmente è la tua vita professionale. Questo gap tra ispirazione e applicazione concreta può compromettere o indebolire la tua motivazione. Cosa te ne fai di un bel progetto per il tuo futuro professionale se non senti crescere in te la carica giusta e una buona dose di determinazione? Niente di niente. Per questo motivo ti suggerisco di prenderti cura della motivazione, il motore del tuo progetto.

Da idea pensata a idea condivisa

Il tuo desiderio potrebbe essere quello di lasciare il lavoro attuale oppure di rimetterti in pista dopo un periodo di pausa. Potresti avere le idee poco chiare o avere già deciso di aprire una tua attività autonoma, diventare free lance o avviare una impresa.

In qualsiasi situazione tu ti stia trovando, una volta presa consapevolezza, avrai voglia di confidare il tuo desiderio alle persone a te più vicine. Molto probabilmente questo primo approccio con il mondo esterno sarà carico di emozioni e anche di timori.

Parlo di timori e non solo di entusiasmo perché sappiamo tutti che i cambiamenti importanti spaventano, anche quando li desideriamo.

Ancora di più, parlo di paure perché quando comunichiamo alla nostra famiglia, agli amici o ai colleghi che cosa abbiamo in mente di fare dobbiamo confrontarci con le loro reazioni.

Se alla sola idea di dire ai tuoi cari che intendi lasciare il posto fisso per metterti in proprio inizi a sudare, sappi che sei in buona compagnia.

Tutti i neo imprenditori o i neo professionisti che provengono da famiglie dove da generazioni si è sempre perseguita la carriera da lavoratore dipendente, il posto di lavoro sicuro, sono in grado di capirti. In questi contesti la reazione può non essere molto incentivante. Nei migliori dei casi, ti diranno che rispettano la tua idea ma che temono per il tuo futuro. In altri, proveranno a convincerti che è meglio lasciare perdere. Nella peggiore delle ipotesi, penseranno che sei impazzito/a.

Colpo di testa o decisione sensata?

Talvolta, quello che sconvolgerà il tuo contesto familiare o quello più allargato, sarà il cambio di direzione. La svolta potrà essere poco compresa, e sebbene tollerata, potrà suscitare un po’ di ilarità. Penso a casi come il mio, quando ho deciso di intraprendere un percorso di formazione in Counseling, in un tempo ormai lontano. Allora la parola Counseling era sconosciuta al 98% della popolazione e ben pochi sapevano come pronunciarla o scriverla. Nessuna delle persone del mio contesto capiva che senso avesse per me questa scelta. Tutte tranne una. Ed è con quella persona che sono stata in grado di condividere il mio entusiasmo.

Alcuni cambi di direzione sono particolarmente imprevedibili … Non sono poi così rare al giorno d’oggi le migrazioni da posizioni impiegatizie o professionali importanti a quelle di artigiano o di agricoltore. Da avvocato a panettiere, da impiegato di banca a coltivatore di zafferano… sono passaggi complicati da mettere in pratica ma ancor di più da comunicare 🙂
Se ti trovi in una situazione analoga, di fronte allo stupore dei tuoi interlocutori potrai ricordare che lavorare non è sempre e soltanto una questione di denaro o di posizione… è anche una questione di soddisfazione personale.

Non solo barriere familiari…

Le difficoltà a raccontare i propri progetti non si esauriscono all’interno della famiglia o della rete amicale.

Nella mia lunga esperienza con gli aspiranti imprenditori, ho riscontrato molta esitazione. Tante delle persone che ho conosciuto, tentennavano a lungo prima di esplicitare il proprio progetto.

Talvolta si trattava di diffidenza competitiva, temevano cioè di vedersi “rubare” l’idea.

Il più delle volte, però, prima di scoprire le carte, queste persone mi parlavano a lungo della loro vita. Nel raccontarmi la loro storia, mi trasmettevano la sensazione che ciò che mi stavano per annunciare rappresentava per loro un nuovo, importante, punto di partenza. Le emozioni più forti circolavano nel momento cruciale del colloquio: confidare le proprie aspirazioni, mettere a nudo le proprie debolezze, svelare la propria idea di futuro.

Quando apri le porte del tuo sogno potresti scoprire che non è poi così facile realizzarlo. Oppure potresti raccogliere pareri negativi che ti smorzano l’entusiasmo. Qualcuno potrebbe dubitare delle tue capacità.
Da quel momento non potrai più cullarti nella tua idea fantastica, però potrai decidere se sei davvero convinto/a di intraprendere quella strada e se il tuo desiderio è così grande da superare pareri contrastanti e difficoltà inevitabili.

Nuotare controcorrente?

Una volta iniziato il confronto con le persone che hanno un ruolo importante nella tua vita, dovrai cercare di raccogliere i diversi punti di vista mantenendo i nervi saldi. In questa fase, infatti, la tua motivazione potrebbe ricevere un forte impulso, oppure potresti raccogliere risposte deludenti, che potrebbero indebolire la forza del tuo sogno.
Parlandone con persone competenti potrai trovare nuovi spunti ma anche scoprire vincoli o barriere che non sospettavi.

Ecco quindi che viene messa a dura prova la tua forza di volontà. E’ uno dei punti più importanti del processo: quello in cui emerge la propria determinazione a proseguire, eventualmente apportando modifiche importanti al proprio programma o prendendosi più tempo per approfondire la fase di ricerca.

Nel caso si decida di abbandonare il proposito, non è detto che tutto tutto il tuo sogno professionale sia perduto. Può darsi che col tempo capirai come orientare quel sogno verso obiettivi più desiderabili e più concretizzabili.

Le strategie per tenere il motore acceso

Nonostante sia normale avere qualche fluttuazione nel livello di entusiasmo, per non rischiare di perdere la motivazione, puoi provare ad adottare alcune utili strategie:

  • Annota quotidianamente le tue piccole o grandi intuizioni, le opzioni di sviluppo, le ipotesi da verificare.
  • Aggiorna solo le persone che sanno incoraggiarti e che ti restituiscono reazioni costruttive; tieni in considerazione le critiche, ma non cercare confronto con chi ti rimanda unicamente valutazioni negative o  con chi sminuisce il tuo desiderio.
  • Identifica la tua sorgente di ispirazione: una persona, un momento della giornata, un’attività o un tipo di lettura; coltiva il rapporto con questa fonte.
  • Cerca di nutrire la tua autostima: svolgi compiti/attività che ti gratificano; ricorda a te stesso/a ciò che sai fare bene; ripercorri mentalmente i successi che hai saputo realizzare grazie al tuo impegno.
  • Stabilisci piccoli obiettivi da raggiungere per progredire, anche di poco, nello sviluppo del tuo progetto.
  • Rimettiti al centro della tua vita: troverai più facilmente il tempo e le energie necessarie per dedicarti al tuo progetto.

In generale, quello che conta è creare uno spazio.
Uno spazio per l’idea concreta, nella tua mente.
Uno spazio temporale nella tua agenda.
Uno spazio relazionale ideale, per nutrire la motivazione a proseguire nel tuo cammino.
Pronto/a per partire?